Conservatore di Beni Architettonici e Ambientali incuriosita dalle nuove tecnologie applicate ai beni culturali
Conservatore di Beni Architettonici e Ambientali incuriosita dalle nuove tecnologie applicate ai beni culturali

Restauro

TIROCINIO POST SPECIALIZZAZIONE_ Post elaborazione di rilievi laser scanner

In occasione del tirocinio post specializzazione ho avuto modo di collaborare con lo studio Presta specializzato in rilievi laser scanner.
L’attività ha previsto la totale gestione della postproduzione delle nuvole di punti, dallo scaricamento dallo strumento fino alla realizzazione di ortofoto ed eventualmente rilievi CAD basati sulle immagini estrapolate.
Dalla elaborazione delle nuvole di punti si possono ricavare delle ortofoto in bianco e nero basate sui soli punti o, con l’attivazione delle immagini fotografiche salvate dallo strumento contestualmente alla fase di rilievo, si possono ricavare delle ortofoto con immagini fotografiche a colori.
In alcuni casi, per una migliore conoscenza dei manufatti, è stato necessario ricavare delle colorimetrie che, mediante gradienti di colore, permettono di evidenziare deformazioni della struttura muraria.
I presenti lavori sono stati realizzati insieme ai colleghi arch. Maria Cristina Diamanti,  Adriano Presta e arch. Martina Preziosi.
TESI DI SPECIALIZZAZIONE_ Il complesso basilicale di san Saturnino in Cagliari: proposte conservative e sistemazione degli spazi esterni

La tesi nasce dalla necessità personale di approfondire il tema già affrontato in occasione dei laboratori svolti durante il corso di laurea magistrale.
La Basilica è una delle più importanti chiese sarde, particolare espressione del romanico isolano che manifesta originali e uniche influenze dell’architettura orientale. Nonostante tale rilevanza si presenta in totale stato di abbandono e trascuratezza.
Nei secoli è stata oggetto di molteplici, e in alcuni casi radicali, trasformazioni che ce l’hanno consegnata stravolta e ricca di stratificazioni.
Gravemente distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, nel corso del Novecento e ancora oggi è oggetto di studi da parte di archeologi, storici del’arte e architetti oltre che essere stata interessata da tanti interventi di restauro da poter parlare di un vero e proprio “accanimento terapeutico”.
A partire da un’approfondita analisi storica, che ha toccato tutte le vicende di cui si ha testimonianza e le principali tesi dei massimi studiosi che si sono occupati della fabbrica, si è passati per un’analisi dello stato di fatto (rilievo architettonico, analisi dei materiali, analisi dei fenomeni di degrado e delle tipologie murarie).
Particolare spazio è stato poi riservato alla documentazione d’archivio della Soprintendenza e ad una dettagliata valutazione degli innumerevoli restauri compiuti nel solo XX secolo.
L’insieme di questi dati ha portato alla formulazione di una tesi personale e alla elaborazione del progetto di recupero che non interessa esclusivamente l’edificio ma l’intero complesso costituito da un ampio giardino circostante e una piccola raccolta di reperti archeologici.
Si è così giunti alla necessità di progettare una risistemazione dello spazio d’ingresso per il quale si propone la realizzazione di una nuova pavimentazione che, nella sua tessitura, riproponga la struttura delle volte andate perdute ed una rimozione della vegetazione presente in favore del ripristino delle palme che un tempo caratterizzavano questo spazio e che vadano a ricordare le perdute colonne del braccio della croce greca ormai scomparso.
Per il resto del giardino si propone una sistemazione delle passerelle e degli accessi per i disabili, l’eliminazione della vegetazione infestante oltre che la creazione di nuovi percorsi più sinuosi, la regolare manutenzione dei manti erbosi compresi quelli del tetto giardino di più recente realizzazione e la rimozione delle coperture provvisorie poste decenni fa a protezione degli scavi. Si prevede inoltre la concentrazione dei reperti in un unico percorso e il loro posizionamento al di sopra di speciali supporti, adatti ad ambienti esterni, che ne consentano la musealizzazione.
Per l’edificio ecclesiastico si richiedono interventi conservativi da svolgere con cadenza regolare al fine di evitare ulteriori, drastici ed invasivi, interventi di restauro. Si propone inoltre la sostituzione delle vetrate specchiate con nuove chiusure in polimetilmetacrilato sabbiato ad eccezione di alcuni riquadri di cui si mantiene la trasparenza e che riprendano le uniche bucature presenti nelle murature che in precedenza tamponavano gli arconi.
A conclusione, il progetto prevede infine la realizzazione di un nuovo sistema di illuminazione che faciliti la fruizione del sito ma soprattutto lo valorizzi e ne favorisca la lettura. All’esterno si prevedono, lungo i viali, fitte serie di segnapassi che traccino il percorso. Per la fabbrica invece una illuminazione radente che esalti la texture del paramento lapideo e, mediante una differenziazione della colorazione, permetta di distinguere i due livelli: quello in elevato e quello degli scavi archeologici.
TESI MAGISTRALE_ Nelle vie del sale. Riqualificazione architettonica e urbana di due manufatti storici nel parco del Molentargius

Cagliari è una città d’acqua per la presenza del mare, lagune e stagni tra i quali spicca l’area del Molentargius nella zona orientale della città.
Caratteri favorevoli, come bacini naturali e la vicinanza col mare, hanno fatto in modo che gli abitanti e i centri vicini la sfruttassero per la produzione del sale.
L’attività estrattiva ha avuto inizio con i fenici e da questo momento il territorio ha subito nei secoli molteplici trasformazioni. Di alcuni edifici rimane traccia e si fanno risalire al Settecento, Ottocento e Novecento quando, per la necessità di rendere qualunque attività totalmente autonoma, abbiamo la nascita della “Città del Sale” in cui si riconoscono le abitazioni e la chiesa, teatro e dopolavoro oltre che le officine e magazzini. Il complesso, realizzato su ispirazione del modello delle “Città giardino” si contraddistingue per le murature facciavista in laterizi rossi e decorazioni liberty.
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale l’area viene occupata da molteplici fortini; grazie infatti alla combinazione di aree pianeggianti e colline si poteva creare una vera e propria linea difensiva a protezione della città.
Alla fine del Novecento, a causa dell’inquinamento delle acque, la produzione del sale venne interrotta ma non venne bloccato il complesso sistema del ciclo delle acque divenuto ormai fondamentale per lo speciale ecosistema ormai consolidatosi.
La tesi, svolta insieme alla collega Daniela Villasanta, ha avuto l’obiettivo di giungere ad una proposta di riqualificazione prima urbana dell’area e poi architettonica di due capanni settecenteschi ubicati nel Parco noti come “Capanno dei forzati” e “Deposito del sale”.
Dall’analisi territoriale sono emersi due percorsi principali lungo i quali si concentrano la maggioranza degli edifici e che sono diventati la base di partenza per i progetti inerenti i singoli fabbricati e la scelta delle destinazioni d’uso.
La lunga ricerca storica insieme ai rilievi architettonici, anali dei materiali e del degrado, sono stati di fondamentale importanza per la proposta di riqualificazione.
Nel dettaglio mi sono occupata dello studio del “Capanno dei forzati”, edificio semplice, dalla pianta rettangolare con muratura a scarpa e tessitura in pietrame calcareo, copertura in capriate, tavolato ligneo e manto in coppi ed internamente suddiviso in due ambienti da tramezzo laterizio. Sui due lati corti si aprono i due accessi mentre l’illuminazione è garantita da tre finestre, due nel lato lungo rivolto al mare e l’ultimo sul lato corso esposto ad oriente.
Rispetto ai percorsi individuati, il Capanno si pone in posizione opposta rispetto all’edificio del Sali scelti attuale sede amministrativa del Parco e delle principali attività; per tale ragione, oltre ad interventi complessivi di restauro conservativo, si è pensato a destinarlo a punto informativo e di accoglienza e alla proposta di una serie di servizi quali piccolo bookshop, sala multimediale ed ambiente polifunzionale destinato ad eventi culturali.